Investigare nell’era digitale? Chiediamo a 007

Se l’Agente 007 era al servizio di Sua Maestà, Alberto Sala è stato sempre al servizio della Repubblica, tanto da meritare l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal Presidente della Repubblica. Ma non è l’unica onorificenza, è solo l’ultima di una serie che comprende anche una medaglia d’oro per meriti di servizio ed altre. Si è occupato di criminalità organizzata, antimafia, riciclaggio, traffici internazionali di armi e droga; ha collaborato con servizi di intelligence italiani e europei, con la FBI, con la DEA, con l’US Secret Service, l‘Interpol. Ha arrestato numerosi criminali e pericolosi mafiosi. Ha operato in missioni all’estero in varie nazioni ed anche con Interpol e FBI in Africa Centrale. Per Trend Europe intervista esclusiva al Cav. Alberto Rocco Maria Sala.

Trend Europe: Cav. Sala, Nell’era digitale è più facile o più difficile fare investigazioni?
A.Sala: La “forma mentis” dell’investigatore puro per eccellenza prediligerà inizialmente, al fine di formare una solida base sulla quale successivamente costruire l’indagine vera e propria, l’acquisizione degli atti documentali principali unitamente ed una connessa attività sul campo che consenta di valutare al meglio la futura strategia operativa.
Contestualmente, si avvarrà decisamente e sempre con maggiore intensità, di quanto la sconfinata galassia del “web” offre a coloro che riescono ad avvalersi in modo efficacie e costruttivo di tutte le informazioni, dagli articoli e servizi offerti dai “mass media” al gossip, da alcuni contenuti dei blog agli spunti inseriti e condivisi dai vari “social network”, ai contenuti dei saggi e le “personal page” all’infinito materiale video – fotografico. Oltre che le “tracce” che ogni uso di internet lascia, così come le tracce elettroniche relative all’uso di carte di credito, telepass, videocamere di sicurezza, etc.
Tale successione cronologica deve essere decisamente rispettata in quanto la verifica oggettiva del materiale che si trova online è assolutamente necessaria onde evitare grossolani errori o incresciose topiche generate spesso dal dare troppo per scontato quanto pubblicato, specialmente se rimane ignoto l’estensore oppure la fonte non risulta essere attendibile e affidabile. Fondamentale, in particolar modo per quanto concerne le attività investigative estese verso l’estero, in relazione al coordinamento di varie Forze di Polizia nel mondo, finalizzate alla lotta contro le grandi organizzazioni criminali nell’ambito del traffico internazionale di armi e droga, al traffico di esseri umani e non ultimo il riciclaggio di denaro “sporco”, il digitale ha decretato una fondamentale svolta positiva in tal senso.
Da non sottovalutare, comunque, tutti quei casi in cui oggetto mirato delle indagini, per esempio poste in essere dalla Polizia Postale, è rivolto alla lotta contro la pedofilia online e agli innumerevoli e variegati casi di truffe che spaziano dal “phishing” alle false mail di aiuti economici o questue da parte di persone o associazioni che con questa scusa si impossessano di ingenti capitali provenienti da offerte di ignari benefattori, alla richiesta di partecipazione in lucrosi “business” offerti da sedicenti funzionari di governi di paesi terzi, agli accattivanti inviti di avvenenti fanciulle o fanciulli che inducono a collegarsi con la “webcam” per poi rivelarsi sordidi ricattatori!
In ultima analisi, si può dedurre che come in ogni cosa, anche nell’era virtuale è presente un lato oscuro e quindi vale sempre la pena di una opportuna una verifica preventiva prima di prendere in considerazione questa o quella proposta, specialmente se perticolarmente allettante!
Cav. Sala, quale investigazione la ha appassionata di più?
Personalmente ho sempre preso in considerazione qualsiasi indagine mi sia stata proposta, anche quella che, apparentemente, non sembrava particolarmente “accattivante” sotto il profilo investigativo e a tal proposito devo dire che, a volte, proprio quelle che non sembravano suscitare grande interesse, spesso si rivelavano invece di notevole portata anche internazionale.
Rammento ancora oggi, a distanza di molto tempo, quella che mi portò a lavorare per alcuni anni fianco a fianco con i miei amici “Special Agents” dell’F.B.I., che ebbe inizio con una semplice comunicazione “Interpol” al mio Ufficio.
In effetti alcuni noti personaggi si erano recati in quei giorni presso i locali della sede della “City Bank USA” con il proposito di depositare e “cambiare” “USA BONDS” per un valore di alcuni milioni di dollari USA, giunti in Italia con “valigetta diplomatica” e accompagnati da vari “Affidavit” di notai e finanzieri europei.
Presi molto seriamente la cosa e, con la collaborazione dei vertici americani della City Bank di New York e Washington D.C., sulla scorta di contatti con l‘F.B.I., insieme ai miei collaboratori, mi finsi il direttore della banca e bloccammo i personaggi con il sequestro dei Bonds che risultarono autentici ed emessi dalla più importanti Industries USA nel campo del petrolio e delle bevande!
Ne scaturì una complessa indagine internazionale che riuscì a far comprendere la enorme vastità del fenomeno per miliardi di dollari USA, originato da una “geniale” intuizione della mafia americana e italiana che, attraverso esperti avvocati e faccendieri nonchè tramite la fattiva complicità di elementi di spicco del Governo, corrotti e ricattati dalle organizzazioni criminali, avevano creato un incredibile e lucrativo business che vede, purtroppo acora oggi, la presenza di tali Bonds la cui durata, per alcuni tagli, risulta essere addirittura trentennale!
Tale attività criminale venne da noi in Italia e dall’F.B.I. negli USA denunciata e perseguita adeguatamente, consapevoli che, proprio grazie “all’era digitale”, certi fenomeni criminosi non potranno più porsi orin essere!
Infine, per quanto mi consta, ho sempre espresso un concetto basilare circa l’attività investigativa ai miei collaboratori più giovani, ed è quella di non crearsi preventivamente un “teorema” di indagine che risulta essere a volte una consuetudine negativa per taluni inquirenti perchè non consente una valutazione degli elementi in possesso a 360 gradi e, quindi “di non innamorarsi mai dell’indagine!”.

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