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Investigare nell’era digitale? Chiediamo a 007

Se l’Agente 007 era al servizio di Sua Maestà, Alberto Sala è stato sempre al servizio della Repubblica, tanto da meritare l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal Presidente della Repubblica. Ma non è l’unica onorificenza, è solo l’ultima di una serie che comprende anche una medaglia d’oro per meriti di servizio ed altre. Si è occupato di criminalità organizzata, antimafia, riciclaggio, traffici internazionali di armi e droga; ha collaborato con servizi di intelligence italiani e europei, con la FBI, con la DEA, con l’US Secret Service, l‘Interpol. Ha arrestato numerosi criminali e pericolosi mafiosi. Ha operato in missioni all’estero in varie nazioni ed anche con Interpol e FBI in Africa Centrale. Per Trend Europe intervista esclusiva al Cav. Alberto Rocco Maria Sala.

Trend Europe: Cav. Sala, Nell’era digitale è più facile o più difficile fare investigazioni?
A.Sala: La “forma mentis” dell’investigatore puro per eccellenza prediligerà inizialmente, al fine di formare una solida base sulla quale successivamente costruire l’indagine vera e propria, l’acquisizione degli atti documentali principali unitamente ed una connessa attività sul campo che consenta di valutare al meglio la futura strategia operativa.
Contestualmente, si avvarrà decisamente e sempre con maggiore intensità, di quanto la sconfinata galassia del “web” offre a coloro che riescono ad avvalersi in modo efficacie e costruttivo di tutte le informazioni, dagli articoli e servizi offerti dai “mass media” al gossip, da alcuni contenuti dei blog agli spunti inseriti e condivisi dai vari “social network”, ai contenuti dei saggi e le “personal page” all’infinito materiale video – fotografico. Oltre che le “tracce” che ogni uso di internet lascia, così come le tracce elettroniche relative all’uso di carte di credito, telepass, videocamere di sicurezza, etc.
Tale successione cronologica deve essere decisamente rispettata in quanto la verifica oggettiva del materiale che si trova online è assolutamente necessaria onde evitare grossolani errori o incresciose topiche generate spesso dal dare troppo per scontato quanto pubblicato, specialmente se rimane ignoto l’estensore oppure la fonte non risulta essere attendibile e affidabile. Fondamentale, in particolar modo per quanto concerne le attività investigative estese verso l’estero, in relazione al coordinamento di varie Forze di Polizia nel mondo, finalizzate alla lotta contro le grandi organizzazioni criminali nell’ambito del traffico internazionale di armi e droga, al traffico di esseri umani e non ultimo il riciclaggio di denaro “sporco”, il digitale ha decretato una fondamentale svolta positiva in tal senso.
Da non sottovalutare, comunque, tutti quei casi in cui oggetto mirato delle indagini, per esempio poste in essere dalla Polizia Postale, è rivolto alla lotta contro la pedofilia online e agli innumerevoli e variegati casi di truffe che spaziano dal “phishing” alle false mail di aiuti economici o questue da parte di persone o associazioni che con questa scusa si impossessano di ingenti capitali provenienti da offerte di ignari benefattori, alla richiesta di partecipazione in lucrosi “business” offerti da sedicenti funzionari di governi di paesi terzi, agli accattivanti inviti di avvenenti fanciulle o fanciulli che inducono a collegarsi con la “webcam” per poi rivelarsi sordidi ricattatori!
In ultima analisi, si può dedurre che come in ogni cosa, anche nell’era virtuale è presente un lato oscuro e quindi vale sempre la pena di una opportuna una verifica preventiva prima di prendere in considerazione questa o quella proposta, specialmente se perticolarmente allettante!
Cav. Sala, quale investigazione la ha appassionata di più?
Personalmente ho sempre preso in considerazione qualsiasi indagine mi sia stata proposta, anche quella che, apparentemente, non sembrava particolarmente “accattivante” sotto il profilo investigativo e a tal proposito devo dire che, a volte, proprio quelle che non sembravano suscitare grande interesse, spesso si rivelavano invece di notevole portata anche internazionale.
Rammento ancora oggi, a distanza di molto tempo, quella che mi portò a lavorare per alcuni anni fianco a fianco con i miei amici “Special Agents” dell’F.B.I., che ebbe inizio con una semplice comunicazione “Interpol” al mio Ufficio.
In effetti alcuni noti personaggi si erano recati in quei giorni presso i locali della sede della “City Bank USA” con il proposito di depositare e “cambiare” “USA BONDS” per un valore di alcuni milioni di dollari USA, giunti in Italia con “valigetta diplomatica” e accompagnati da vari “Affidavit” di notai e finanzieri europei.
Presi molto seriamente la cosa e, con la collaborazione dei vertici americani della City Bank di New York e Washington D.C., sulla scorta di contatti con l‘F.B.I., insieme ai miei collaboratori, mi finsi il direttore della banca e bloccammo i personaggi con il sequestro dei Bonds che risultarono autentici ed emessi dalla più importanti Industries USA nel campo del petrolio e delle bevande!
Ne scaturì una complessa indagine internazionale che riuscì a far comprendere la enorme vastità del fenomeno per miliardi di dollari USA, originato da una “geniale” intuizione della mafia americana e italiana che, attraverso esperti avvocati e faccendieri nonchè tramite la fattiva complicità di elementi di spicco del Governo, corrotti e ricattati dalle organizzazioni criminali, avevano creato un incredibile e lucrativo business che vede, purtroppo acora oggi, la presenza di tali Bonds la cui durata, per alcuni tagli, risulta essere addirittura trentennale!
Tale attività criminale venne da noi in Italia e dall’F.B.I. negli USA denunciata e perseguita adeguatamente, consapevoli che, proprio grazie “all’era digitale”, certi fenomeni criminosi non potranno più porsi orin essere!
Infine, per quanto mi consta, ho sempre espresso un concetto basilare circa l’attività investigativa ai miei collaboratori più giovani, ed è quella di non crearsi preventivamente un “teorema” di indagine che risulta essere a volte una consuetudine negativa per taluni inquirenti perchè non consente una valutazione degli elementi in possesso a 360 gradi e, quindi “di non innamorarsi mai dell’indagine!”.

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Panasonic e il Voip: intervista a Stefano Barbieri

Stefano Barbieri, Country Manager Italy CSE Business Unit Panasonic

Siamo molto lieti di potervi presentare una serie di interviste rilasciate in esclusiva a trendeurope.com da esperti italiani ed internazionali ed inerenti all’impiego della tecnologia VoIP o al mercato della telefonia via IP, sia consumer sia aziendale.

È quindi un piacere oltre che un onore ospitare come primo intervento l’intervista realizzata con Stefano Barbieri, Country Manager Italy della Business Unit CSE di Panasonic.

“Il mercato VoIP per il segmento Business è in continua espansione ed oggi si propone come valida alternativa alle soluzioni tradizionali. Bisogna però evidenziarne le diverse connotazioni e finalità per comprendere appieno questo fenomeno”. Così Barbieri commenta l’approccio delle aziende italiane al mercato del VoIP. “In particolare riscontriamo tre fasi principali nell’adozione della tecnologia VoIP a livello aziendale

  • Collegamento di PBX tra due sedi
  • Utilizzo di apparecchi IP o SIP
  • Collegamento a Carrier Telefonico VoIP

Da anni si utilizza il VoIP per il collegamento tra diverse sedi; una soluzione ormai consolidata e di uso comune nel mondo business, proprio a fronte dei notevoli risparmi sui costi delle chiamate intra-sede e della possibilità di gestire le due sedi con un unico centralino. Si centralizza inoltre il posto operatore, andando a risparmiare una risorsa che può essere impiegata per altro.”

Le aziende si sono già avvicinate o si avvicinano oggi alla tecnologia VoIP in primo luogo per il fattore “costo” della comunicazione interaziendale.

“L’utilizzo di apparecchi IP o SIP in azienda consente di remotizzare singole postazioni che si collegano al PBX ed utilizzano tutti gli strumenti aziendali. Questi apparecchi posso essere utilizzati anche all’interno dell’azienda, ma questo prevede una profonda conoscenza della LAN aziendale, un dimensionamento corretto, l’adozione di sistemi PoE (ndr. alimentazione elettrica attraverso il cavo di rete LAN), e la gestione del QoS (ndr. Quality of Service – ossia la gestione della banda riservata a determinate applicazioni)”, aggiunge Barbieri riguardo al secondo passo di una eventuale migrazione al VoIP.

La terza fase invece si rivela abbastanza problematica, e – a nostro avviso – decisamente frenante per uno sviluppo del mercato tale quale si riscontra altrove in Europa: “Il collegamento ad un operatore VoIP è l’ultimo dei passi che solitamente l’utente business realizza, per due specifici problemi:

  • l’offerta dei Trunk SIP da parte dei carrier, ancora troppo povera e non accessibile a tutti e
  • la gestione delle comunicazioni aziendali nel caso di disservizi, purtroppo ben più frequenti che nella telefonia tradizionale.

Una soluzione Business prevede uno o più canali in Trunk-SIP dove effettuare tutte le chiamate a costi ridotti e alcune linee tradizionali di back-up per le emergenze. La NCP di Panasonic consente di configurare direttamente gli account SIP senza ulteriori apparati hardware di conversione che sono spesso il punto debole per avere una soluzione affidabile”.

Basandosi sulle esperienze raccolte sul campo negli scorsi due anni Barbieri ci confida altresì, che “alcuni operatori offrono soluzioni ‘chiavi in mano’ ma abbiamo riscontrato che spesso legarsi ad un unico fornitore non è la soluzione migliore”.

Barbieri conclude questo primo intervento indicandoci le differenze tra il mercato VoIP business in Italia ed in Europa: “Le situazioni sono molto simili, fatta eccezione per l’offerta da parte dei Carrier, molto più ricca all’estero. Il mercato italiano e quello spagnolo sono per molti versi più legato a soluzioni tradizionali. I paesi scandinavi e il mercato in UK sono sicuramente più avanzati rispetto al resto d’Europa, ma – come dicevo -, chi traina il mercato sono gli operatori.”

Grazie a Stefano Barbieri per il tempo che ha voluto dedicarci. La seconda parte dell’intervista seguirà a breve..

Il mercato del VoIP in Italia secondo Barbieri

Stefano Barbieri, Country Manager Italy CSE Business Unit Panasonic

Stefano Barbieri

Riprendiamo la nostra intervista a Stefano Barbieri, Barbieri, Country Manager Italy della Business Unit CSE di Panasonic, chiedendogli di illustrarci alcune caratteristiche del mercato italiano del VoIP, caratterizzato a nostro avviso da un’esplosione di “system integrator” che cavalcano l’onda dei sistemi VoIP open source (Asterisk), decantandone l’intuitività ed il basso TCO.

“In effetti abbiamo riscontrato una discreta espansione dei sistemi VoIP Open Source, ma non sempre le aspettative dei clienti sono state soddisfatte. Abbiamo molte richieste proprio da parte di System Integrator che provengono da esperienze Open-Source i quali, dopo aver verificato i limiti di quelle soluzioni, stanno cercando valide alternative” commenta Barbieri, spiegandoci le iniziative di Panasonic in tal senso: “Abbiamo creato un programma specifico chiamato Panasonic EasyStart dedicato ai dealer-IT. Questa iniziativa ci consente di introdurre nel mondo dell’Unified Communication partner con avanzate capacità a livello informatico e di integrazione ma con carenze di nozioni base sul mercato telefonico tradizionale.”

Relativamente alle aspettative di mercato inerenti al basso costo operativo delle soluzioni Open Source Barbieri commenta: “I costi delle soluzioni si rivelano spesso non poi così economici come possono apparire, soprattutto se viene misurato il TCO. Un sistema Open-Source solitamente è basato su un centralino PC-Like, dotato di un suo sistema informativo che necessita manutenzione, aggiornamento e gestione, come per qualsiasi PC/Server. Per ottenere una soluzione stabile ed affidabile su piattaforma Open-Source, è necessario a medio termine un investimento economico maggiore rispetto ad un sistema costruito per quel preciso scopo”.

Noi tutti conosciamo Panasonic per il ricchissimo e diversificato portafoglio prodotti, meno per la telefonia, abbiamo quindi chiesto a Barbieri di spiegarci, come si posiziona la telefonia in generale e l’ambito VoIP nello specifico, all’interno del brand Panasonic. “Panasonic è uno dei 5 maggiori produttori mondiali di apparati elettronici ed è leader mondiale nel mercato dei PBX (fonte MZE Europe 2008). Le soluzioni sono indirizzate a piccole e medie imprese, e le ultime generazioni di centrali telefoniche, NCP500 e NCP1000, oltre a privilegiare le connessioni IP e VoIP, si spingono verso una forte integrazione tra telefonia e mondo applicativo. Il PBX si è trasformato in Piattaforma di Comunicazione di Unified Messaging, il tutto in modo semplice ed immediato per l’utente.”

Concludendo il suo intervento Barbieri ci illustra qual è attualmente il cavallo di battaglia della la telefonia VoIP Panasonic, indicandoci anche gli sviluppi futuri della telefonia VoIP di Panasonic: “L’attuale serie NCP (Network Communication Platform) è la soluzione ideale per aziende dalle 5 alle 100 postazioni. Una soluzione intuitiva nell’utilizzo e all’avanguardia per tutte le caratteristiche tecniche, la NCP di Panasonic è la soluzione ideale per le PMI Italiane. A testimoniare il fatto che Panasonic punta su quest’area di business, abbiamo una roadmap di sviluppo prodotti ricca di novità che arriva fino al 2011. L’indirizzo è quello di una sempre più forte integrazione con le applicazioni, anche on-line, fornite da terzi. L’ultima novità è l’abbinamento della parte video nelle piattaforme di comunicazione che si allontaneranno sempre più dall’idea tradizionale di PBX.”

Ringraziamo Stefano Barbieri per il tempo che ci ha dedicato e per le interessanti informazioni sul mercato e sulle tendenze future del VoIP che ha voluto condividere con noi.

La reputazione online, intervista a Italo Grassi

Italo Grassi

Italo Grassi

Nel campo del marketing e della comunicazione aziendale quasi tutte le grandi organizzazioni utilizzano le possibilità che Internet mette a disposizione per una strategia di comunicazione bilanciata tra online e offline per una continua ricerca di originalità ed innovazione e per la necessità di adeguarsi ai cambiamenti continui che l’affermazione di nuovi canali e nuove forme di aggregazione introducono continuamente. Le piccole aziende sono generalmente più lente nell’introdurre questi cambiamenti, sia per motivi di costi che di competenze interne. Costituiscono però eccezione quelle realtà, spesso di nicchia, che hanno abbracciato le nuove tecnologie per strategia di business. Questo proliferare di canali, nuovi strumenti e l’aumento progressivo dei frequentatori della rete ha consentito la nascita di nuovi servizi che basano la loro esistenza su questa mole gigantesca di dati che cresce continuamente: la Reputazione Online.

Per avere qualche indicazione su questo argomento, abbiamo intervistato Italo Grassi, esperto di Online Reputation, oltre che Information Technology e Internet.

 

Qual è il ruolo che Internet occupa oggi nella strategia di comunicazione delle aziende?

Le tecnologie digitali hanno ormai invaso il campo della comunicazione amplificando le capacità ed aumentando la tipologia dei servizi possibili.

In particolare il “mondo internet” costituisce, con tutti i suoi canali e punti di aggregazione, un’area di comunicazione che le aziende non possono più trascurare. Infatti la possibilità di accedere a questi servizi attraverso il telefono mobile: cellulare e smartphone ha notevolmente aumentato il numero di persone “connesse” (diversi miliardi a livello mondiale, decine di milioni in Italia).

Inoltre a differenza dei canali tradizionali a disposizione delle aziende per comunicare (tv, giornali, cartelloni pubblicitari etc.) internet consente una comunicazione bidirezionale, di conseguenza il “consumatore” oggetto della comunicazione e pubblicità da parte delle aziende non è più solo spettatore passivo di questi messaggi ma diventa protagonista.

Ma perché Internet è così importante per le aziende se il commercio elettronico è ancora poco diffuso?

Infatti sebbene la maggior parte degli acquisti non è attraverso il commercio elettronico ma sono ancora molto importanti i canali tradizionali (negozi e grande distribuzione) Internet è comunque il posto dove si forma prevalentemente una opinione di acquisto attraverso la comparazione delle offerte e soprattutto attraverso i giudizio di altri acquirenti. Numerosi sono infatti i forum, blog e social network dove la gente si parla da pari a pari, si scambia pareri,opinioni ed esperienze in tutti i campi dando quindi la possibilità al consumatore di esprimere giudizi non filtrati e liberi. Affiancando quindi alle informazioni istituzionali provenienti dai siti ufficiali delle aziende i pareri liberamente espressi da chi ha acquistato un prodotto, un servizio, un viaggio etc. e dando libera espressione alla sua critica o al suo apprezzamento consentendo quindi a tutti un libero accesso agi apprezzamenti ed alle critiche, alle esperienze positive ed a quelle negative in una fedele descrizione della realtà.

E’ proprio partendo da queste caratteristiche che si è sviluppata una serie di analisi sempre più considerata dalle aziende: la Web Reputation o Reputazione Online.

Cos’è quindi la Reputazione Online?

Milioni di informazioni vengono quotidianamente aggiunte alla “rete Internet” andando a costituire un patrimonio di conoscenze ed esperienze sempre più appetito dalle aziende che  vogliono mantenere la propria offerta in linea con l’orientamento dei consumatori.

Mentre fino a qualche anno fa le aziende basavano la loro capacità di adeguarsi al mercato utilizzando il patrimonio conoscitivo “interno” accumulato dai dati provenienti dai sistemi di gestione dell’azienda  provenienti dalle vendite effettuate attraverso le soluzioni di “business intelligence”, oggi si ricerca l’orientamento del consumatore attraverso una conoscenza “esterna” all’azienda  e quindi relativa all’orientamento dei consumatori quindi riferibile alle vendite future attraverso soluzioni di “social intelligence” con un maggior numero di dati, più eterogenei e più aggiornati; più le aziende sapranno interpretare questi orientamenti e cambiamenti in anticipo, tanto maggiore sarà la loro competitività e capacità di soddisfare il mercato.

Applicate in ambito più puntuali queste soluzioni  consentono anche di monitorare gli effetti delle attività di comunicazione delle aziende andando quindi a raccogliere gli argomenti per una campagna di comunicazione o a monitorare gli effetti di una campagna effettuata od in corso.

Attraverso quindi  l’analisi delle informazioni presenti sui siti web e le discussioni nei forum e nei social networks è possibile raccogliere e classificare le informazioni relative ad un brand di prodotto o di azienda e conoscere quindi qual è l’opinione prevalente in rete relativamente all’oggetto della nostra ricerca.

Allora  tramite alcune tecniche di raccolta, classificazione, aggregazione di queste informazioni in base alla loro diffusione, persistenza e rilevanza si possono creare dei “cruscotti di monitoraggio”.

Una specifica applicazione di queste soluzioni di “reputazione online” è poi di interesse anche personale; in particolare per personaggi politici e dello spettacolo o dello sport o comunque per tutti quei personaggi di grande visibilità (Vip).

Patrick De Schutter: rinuncia alla banca per conquistare la rete con l’ufficio virtuale.

Patrick De Schutter

Patrick De Schutter

Continuiamo la serie di nostre interviste incontrando Patrick De Schutter il creatore di ContactOffice.

Incontriamo oggi Patrick De Schutter, il creatore del ContactOffice, un ufficio virtuale utilizzato da più di 400,000 clienti e in all’incirca ottanta paesi. Il suo prodotto è uscito vincente dalla sfiducia generale subita da Internet nel 2000 e pare che nemmeno la crisi economica attuale lo ha toccato in senso negativo. La sua popolarità e il successo del ContactOffice nell’ambiente delle piccole e medie ma anche grandi aziende  cresce ogni minuto, essendo  un prodotto capace di offrire al cliente una soluzione a portata di mano per comunicare, organizzare i propri dati e documenti, semplice da utilizzare, completamente personalizzabile ed accessibile senza il bisogno di investire in costosi prodotti hardware.

ContactOffice è stato recentemente adottato da FSP Global (FSP Global è un Call Center / Contact Center multilingua: Italiano, Inglese, Francese, Spagtnolo, Ungherese, Romeno). FSP Global ha adottato ContactOffice  per facilitare la collaborazione tra gli operatori che che svolgono turni di call center 24/7/365: il gruppo di operatori che lavorano 24 ore dsu 24, sette giorni su sette per 365 giorni all’anno, possono così aggiornarsi, scambiarsi informazioni ed esperienze, discutere nei forum e collaborare anche se, operando in turni diversi, non possono sempre incontrarsi.

Vediamo ora in cosa consta il successo di questo imprenditore in serie “serial entrepreneur”, come lui stesso si considera.

Sig. De Schutter, abbiamo saputo che  Lei oltre ad aver conseguito i suoi studi all’estero, presso la  Johns Hopkins University, ha fatto il tirocinio ed ha salito il primo gradino della sua carriera in banca, lavorando alla Citibank. Ci racconti un po’ come è arrivato ad essere uno dei pionieri del mondo dell’Internet.

La mia esperienza all’estero, sia come studi sia come carriera mi ha servito molto. Le spiego subito il capovolgimento di quasi 360 gradi fra i miei studi iniziali ed i progetti seguiti nella mia carriera. Prima di tutto in Inghilterra è una cosa normalissima studiare filosofia o storia prima di cominciare gli studi propriamente detti di economia. Secondo, studiare all’estero è un’esperienza straordinaria e doppiamente benefica, siccome oltre ad imparare un sacco di cose su altri paesi, ognuno ha la grossa possibilità di conoscere meglio se stesso. Tornando al momento decisivo che mi ha fatto cambiare prospettiva sulla mia carriera, anche se ero destinato ad un bellissimo e proficuo destino nel mondo finanziario.

Si in effetti, penso che tutti siano curiosi su cosa l’ha spinta a fare un simile cambiamento.

É bastata la semplice lettura di un articolo in un giornale del 1993, che parlava di un nuovo fenomeno ed una nuova moda chiamata INTERNET. La parola in se mi incuriosì molto, e fu allora che sentì questo nuovo fenomeno diventare parte del mio futuro. Nel mio desiderio di saperne di più, andai alla ricerca di persone pratiche di tecnologia, in tempi in cui Internet era noto solo nelle cerchia accademiche. Nel 1995 ho fondato AllmanLand, uno dei primi siti di web-design del Belgio.

Contactoffice e FSP GlobalCom’è stata quest’esperienza di pionierato?

Beh, all’inizio si trattò di un vero e proprio lavoro faticoso di convincere le persone e di diffondere la voce. Nel 1996, assieme ad Arnaud Huret, mio ancora fedele partner di Contact Office, ho co-fondato IP Netvertising, la prima compagnia di Belgio che ha cominciato a vedere pubblicità online su Internet. L’anno 1997 segnò la nascita di Rendez-Vous servizi di dating  Belgio, che oggi è diventata uno dei tre più importanti siti di incontri virtuali del Belgio. E di seguito tantissimi altri siti internet, che tutt’oggi hanno successo.

Ci spieghi un po’ come è nata l’idea del Contact Office.

Ho cominciato a pensare e lavorare a questo progetto sin dal 1999. A quei tempi l’idea di un ufficio virtuale che possa concedere l’accesso a dati vari da qualsiasi posto e scrivania era davvero rivoluzionaria. Oggidì termini come cloud computing o software sono diventati luoghi comuni, ma a quei tempi nemmeno si immaginava si potesse raggiungere simile tecnologia. Comunque, avevo attorno esperti di tecnologia. La richiesta è venuta dagli Stati Uniti. Il nostro merito maggiore è stato nell’ascoltare attentamente quali erano i bisogni del cliente e di essere pronti a sviluppare tecnologicamente. Il progetto era pura logica, ma il nostro tentativo veniva a riscontro di tempi futuri. Nel primo anno eravamo proprio immersi in campagne pubblicitarie per convincere i clienti.   Poi, nel 2000 conseguentemente all’esplosione di Internet, i clienti importanti e le grandi compagnie persero la fiducia nella tecnologia internet. Fu abbastanza dura, ma abbiamo conservato la fiducia nella nostra visione siccome sapevamo di poterla far diventare una realtà funzionante.

A chi era rivolto questo progetto all’inizio?

La nostra iniziale visione era di rivolgere lo strumento creato alle imprese piccole e medie. Ma abbiamo scoperto abbastanza in fretta che il nostro prodotto poteva trovare applicazione anche in altri campi, incluso la pubblica e privata istruzione. Il nostro grande meritò è stato nel saperci adattare a possibili nuovi mercati, e siamo stati abbastanza agili nel farlo, direi.

Come può caratterizzare in grande linee il prodotto-strumento che ha creato?

Lo strumento è molto utile e adattabile per quasi tutti i bisogni di comunicazione interna. Contact Office è un prodotto completamente personalizzabile e offre anche soluzioni integrate. È lo strumento perfetto per action planning e organizzazione di eventi o task, eliminare il problema del plagio, importare dati.

Cosa può raccontarci dell’impatto con la concorrenza?

Anche se sul mercato ci sono grossi competitori a livello globale, come Google e Microsoft, la cosa bella è che il nostro prodotto non ha mai sentito una vera e propria concorrenza. É vero che non siamo soli sul mercato, ma la voce della qualità del prodotto, sparsa in tutto il mondo da grandi attori come TNT, per esempio, ci ha fatto guadagnare un posto top sul mercato.

Quale fu l’impatto della presente crisi economica? La risentite anche voi?

A dire il vero no, anzi. Non solo non abbiamo perso clienti, ma sembra che la crisi economica ce ne porti dei nuovi. Ed è spiegabile per il semplice fatto che oggidì i clienti cercano di risparmiare di più, e questo significa che vanno alla ricerca di un ottimo bilancio qualità-prezzo, scegliendo servizi che poi possono personalizzare e sviluppare se stessi. Noi offriamo un simile prodotto, raggiungibile da ogni scrivania in ogni parte del mondo, con il solo requisito di essere dotata di connessione a internet. Siamo coscienti dei suoi punti forti siccome lo utilizziamo noi stessi, lavorando comodamente da casa, e guadagnando in questa maniera più tempo con i nostri cari.

Come possono le piccole aziende utilizzare al meglio le comunicazioni convergenti?

Quasi tutte le grandi organizzazioni dispongono ormai di reti di comunicazione convergenti che permettono di convogliare voce, dati, video su rete fissa e rete mobile (Unified Communications) e contribuiscono in modo fondamentale all’efficienza e all’efficacia dei processi aziendali, grazie all’incremento delle prestazione e alla riduzione dei costi. Le piccole aziende sono generalmente più indietro, sia perché temono di dovere affrontare investimenti eccessivi ,sia perché spesso non hanno le competenze interne per realizzare con successo i progetti di unificazione delle reti. Per avere qualche indicazione pratica su questo argomento, abbiamo intervistato Giancarlo Magnaghi, giornalista tecnico, autore di libri e studi sul networking e titolare della società di consulenza Studio Magnaghi, che si occupa in maniera specifica di queste tematiche.

Quali sono i principali vantaggi delle Unified Communications?

Magnaghi: I vantaggi sono di tre tipi, e riguardano i costi delle infrastrutture tecnologiche (Capex), i costi di operativi di gestione (Opex), per manutenzione, canoni e traffico voce e dati, consumi energetici (con un minor numero di apparecchiature si c onsuma meno energia elettrica), infine i miglioramenti organizzativi: migliore servizio ai clienti, minori spese di viaggio, maggiore produttività e sicurezza sia logica che fisica. Per quanta riguarda gli impianti, la convergenza consente di realizzare un unico cablaggio, inteso sia come cablaggio fisico (cablaggio strutturato) che come copertura radio (tipicamente Wi-Fi), utilizzare i medesimi apparati per voce, dati e video invece di avere macchine dedicate. Questo consente anche di diminuire il numero di linee di telecomunicazione, adottando linee ADSL per sedi piccole e HDSL per quelle di maggiori dimensioni, per convogliare conversazioni telefoniche, mail, scambio file, navigazione Internet, accesso ai sistemi informativi aziendali, videoconferenza e videosorveglianza ,eliminando la distinzione tra linee voce e linee dati e creando una rete privata virtuale sicura (VPN). Dal punto di vista organizzativo, di solito conviene delegare la responsabilità di tutta l’infrastruttura di rete al responsabile dei sistemi informativi e avere un unico gestore per voce, dati telefonia fissa e mobile. Questo consente economie di scala, maggiore semplicità nei contatti commerciali e riduzione globale delle spese operative.

Quali sono le applicazioni che consentono i migliori risultati con modesti investimenti?

Per la aziende distribuite geograficamente, le applicazioni di telelavoro e in mobilità, utilizzando anche semplicemente strumenti gratuiti o a basso costo come Skype, Fax over IP, caselle vocali e segreterie telefoniche integrate con la posta elettronica (Unified Messaging), che danno la possibilità di creare uffici “virtuali” che aumentano enormemente la produttività. Con la videoconferenza, particolarmente utile per evitare gli spostamenti per le riunioni, si tagliano drasticamente i costi vivi di trasferta e si risparmia tempo prezioso, che può essere dedicato alle attività produttive.

Quali sono gli schemi tariffari più convenienti?

Non esiste una risposta univoca, poiché l’offerta degli operatori è molto variegata. Normalmente è meglio privilegiare le offerte a prezzo fisso (flat) o che comprendono una quantità significativa di traffico (semiflat). La cosa importante è che non bisogna limitarsi a confrontare le offerte dei vari gestori, perché’ sono costruite in modo da non essere facilmente confrontabili. Bisogna invece creare un profilo dei propri consumi basato sui dati storici (traffico telefonico, traffico dati, email, fax, etc) e verificare quale dei pacchetti soddisfa tutte le nostre necessità (traffico telefonico, fax, SMS, segreteria telefonica, mail, navigazione internet, possibilità di crittografare i dati, aree condivise su disco, trasferimento file, etc) e offre il minore costo per il nostro traffico globale. Le flotte aziendali di telefonia mobile e i pacchetti di comunicazione integrati offrono notevoli vantaggi anche per le piccole aziende: non ultimo la possibilità di disporre di smart phone in comodato.

Si può anche aumentare la sicurezza fisica?

Sicuramente, la videosorveglianza su IP consente di utilizzare sofisticate telecamere IP dotate di motion detection e di software in grado di analizzare e interpretare le immagini, anche al buio, e di reagire in modo automatico o a comando (per es. accendendo fari, azionando sirene di allarme o inviando messaggi a istituti di vigilanza o alle forze dell’ordine), è anche possibile utilizzarle come webcam per tenere sotto controllo installazioni remote con costi bassissimi. Per esempio, nel caso di aziende agricole, si possono utilizzare telecamere da esterno con alimentazione a pannelli solari e collegamento IP su rete mobile GPRS/UMTS per sorvegliare magazzini, frutteti, tettoie con macchine agricole.


Le ragioni del successo della telefonia “in the cloud”

Il CeBIT 2011 ha palesemente evidenziato che il cloud computing è al momento uno dei temi più caldi del settore informatico, rivelandosi particolarmente interessante per le aziende, tra cui figurano in misura sempre maggiore anche le PMI, che desiderano garantire la massima scalabilità alla propria infrastruttura anche in futuro. Per ora “il cloud” gravita primariamente attorno alla dislocazione su server remoti di soluzioni CRM, ERP e CMS, applicazioni per lo shopping online e social media. Tuttavia le applicazioni per la telefonia sono già da tempo impiegabili attraverso il cloud; in ambito business sono ormai noti termini come “IP Centrex”, “hosted PBX” e “Virtual Phone”. Questo tipo di implementazione implica che un provider / carrier eroghi alla clientela (prevalentemente aziendale) i servizi di un centralino telefonico virtuale ospitato su server remoti. Per effettuare una telefonata, l’utente aziendale necessita quindi esclusivamente di un terminale adeguato – un telefono IP – collegato alla rete via Ethernet. Oltre a numerosi e noti operatori VoIP come Cheapnet o Eutelia, anche i grandi carrier nazionali hanno già lanciato soluzioni VoIP “hosted” per la telefonia aziendale o sono nella fase conclusiva di progetti pilota.

L’OCCORRENTE PER LA TELEFONIA VIA CLOUD? INTERNET VELOCE E UN TELEFONO IP
A livello tecnico avvalersi della telefonia attraverso il cloud è incredibilmente semplice: tutto ciò di cui l’utente ha bisogno è una connessione internet stabile e veloce, idealmente (ma non obbligatoriamente) impiegando una linea DSL simmetrica (SDSL) per avere un’ampiezza di banda uniforme in upload e download, ed un telefono IP. La Deutsche Telekom, ad esempio, integra nella sua offerta VoIP i telefoni IP snom 870, mentre la Vodafone offre la quasi totalità dei terminali snom ai propri clienti. L’impiego di telefoni IP corrispondenti agli standard industriali, come i telefoni snom, è possibile poiché sia il centralino virtuale, sia i telefoni IP non proprietari, sono basati sullo standard SIP aperto, parlano quindi “la stessa lingua”.

AMMINISTRAZIONE WEB-BASED
Un PBX virtuale è particolarmente adatto ad erogare servizi di telefonia in aziende e grandi corporations geograficamente distribuite, con uffici distaccati e operatori mobili. Per avvalersi di sistemi IP Centrex, l’utente non necessita di alcun hardware aggiuntivo oltre ad un telefono VoIP. Il centralino IP virtuale ed i servizi associativi vengono erogati on-demand dai provider che impiegano i server dislocati nelle server farm. Gli operatori mettono generalmente a disposizione della clientela strumenti web-based per consentire alle aziende di personalizzare il proprio IP Centrex a seconda delle proprie esigenze, impiegando quindi esclusivamente il web-browser per la configurazione del centralino. Ciò comporta che l’azienda può impostare nuovi interni, attivare il trasferimento di chiamata e caricare musica di cortesia o annunci da riprodurre durante la messa in attesa, in modo totalmente indipendente dal carrier. Qualora l’azienda offra ai propri impiegati accesso agli strumenti per la configurazione, il singolo utente potrà impostare ad esempio il messaggio della propria segreteria.

IP CENTREX: FLESSIBILE, ECONOMICO e SVINCOLATO DAL LUOGO D’INSTALLAZIONE
La telefonia via cloud presenta molti altri vantaggi oltre al setup ottimizzabile per i singoli utenti e alla configurazione o amministrazione del centralino IP virtuale con il browser web. L’alto grado di flessibilità delle soluzioni e la totale indipendenza dal luogo di installazione ne rappresentano infatti maggiori benefici. Un PBX virtuale può essere esteso in modo rapido e facile. L’utente può impostare un nuovo interno semplicemente collegando un telefono IP ad un’interfaccia ethernet e attivando il servizio attraverso Internet. Una volta completata la registrazione iniziale, l’utente dispone di un recapito telefonico, può loggarsi da qualsiasi telefoni IP sulla rete inserendo i suoi dati.

Potrà quindi impiegare indistintamente un telefono nella filiale tedesca, britannica o giapponese (“hot desking”), mantenendo inalterate tutte le impostazioni personali. Un argomento a favore dell’impiego della telefonia via cloud nelle piccole e medie aziende è legato al risparmio di costi in contrapposizione alle spese in cui l’azienda incorrerebbe per installare e mantenere una propria infrastruttura di telecomunicazioni. Alcuni provider non fatturano neanche un canone minimo fisso mensile, il costo è legato esclusivamente al numero di interni configurati; con un IP Centrex decade quindi totalmente la spesa che verrebbe cagionata da hardware, contratti di manutenzione e formazione del personale mettendo anche le aziende più piccole nella condizione di avvalersi di applicazioni business innovative senza dover investire somme improbe. Tale argomento risulta però meno interessante per le grandi corporations, che preferiscono eventualmente installare un proprio centralino PBX, poiché ammortizzano l’investimento in tecnologie per un’infrastruttura di telecomunicazioni in house molto più rapidamente che non nelle piccole aziende.

CARATTERISTICHE INNOVATIVE: CHE DIFFERENZA!
L’impiego di tecnologie IP Centrex da accesso ad un’ampia gamma di funzioni rese disponibili dalla maggior parte dei fornitori, che vanno ben oltre le tradizionali caratteristiche dei sistemi PBX classici. I provider offrono generalmente una interfaccia utente che integra i canali di comunicazione come la telefonia, SMS, e-mail e instant messaging. Le funzioni di base di un PBX virtuale includono, peraltro, la messa in coda e in attesa delle chiamate, il trasferimento e l’inoltro di una chiamata a un telefono interno o al cellulare, la pubblicazione dello stato di presenza, e l’integrazione del fax. Viene garantito altresì l’accesso alla rubrica centralizzata completa della società, indipendentemente dal luogo di lavoro dell’utente e al sistema di posta elettronica. Il maggior beneficio per i dipendenti non vincolati tutto il giorno alla propria scrivania è la possibilità di ricevere le chiamate parallelamente sul telefono IP da tavolo e sul cellulare. Tale “commutazione” è particolarmente pratica, poiché consente di passare dal telefono IP al cellulare anche durante una conversazione. Un ulteriore vantaggio è l’integrazione con l’ERP aziendale: quando un cliente chiama, i dati di contatto vengono visualizzati sul telefono IP insieme ad informazioni rilevanti per l’utente, come le attività recenti, tra cui prenotazioni, ordini, richieste di supporto.

INTERFACCIA UTENTE INDIVIDUALE e MINIBROWSER XML
Alcuni produttori di telefoni IP, ad esempio snom, dedicano da qualche tempo particolare attenzione alle esigenze specifiche della telefonia “in the cloud”, al fine di ottimizzare i propri telefoni per tali applicazioni, onde consentire all’utente di avvalersi dei servizi erogati dai più diversi provider, oltre che delle numerose funzioni utili in ambito aziendale integrate nel terminale stesso. Ne è un esempio la pubblicazione dello stato di presenza, possibile solo se il telefono è pienamente compatibile con il PBX virtuale del provider. Lo stesso dicasi per il corretto monitoraggio della qualità dell’esperienza (QoE). Con i terminali IP snom è possibile altresì personalizzare l’interfaccia utente per soddisfare le esigenze individuali ed alcuni modelli integrano un minibrowser XML per la visualizzazione di immagini, testo, ed elenchi delle chiamate, ed un menu per il controllo dei LED, per la modifica delle impostazioni e per nascondere temporaneamente l’ID della linea chiamante. Un altro fattore importante, da non sottovalutare quando si opta per l’impiego di telefoni IP da tavolo al posto di softphone, è l’impatto psicologico positivo del telefono sulla propria scrivania, che risulta del tutto familiare.

ASPETTI LEGALI: SI PUO’ MIGLIORARE
Anche se i vantaggi della telefonia “in the cloud” sembrano notevoli, vi sono lacune che le imprese devono considerare prima di selezionare questo tipo di infrastruttura. Sebbene i provider garantiscano una continuità del servizio del 99,9% attraverso l’implementazione di applicazioni di telefonia di back-up, un’indisponibilità totale di Internet, e con essa, del servizio di telefonia, è plausibile. Per quanto – ovviamente – remota, tale possibilità sussiste.

Naturalmente, è obbligo e responsabilità dei provider proteggere i propri server, per quanto possibile, contro attacchi esterni, prevenendo il furto dei dati e salvaguardando i sistemi contro eventuali abusi da parte di terzi non autorizzati, ma le aziende devono essere pienamente consapevoli, che virtualizzando la propria infrastruttura di telefonia, affidano a terzi i propri dati critici. Non tutti i Paesi hanno emanato leggi sulla protezione dei dati severe come in Germania, con la conseguenza che, non appena i dati aziendali raggiungono una server farm al di fuori della Germania, le aziende perdono il controllo sulla sicurezza dei loro dati. L’intera rubrica aziendale verrebbe trasferita nel cloud, e l’integrazione di un IP Centrex nell’architettura IT esistente presuppone che l’azienda apria i propri sistemi IT, precedentemente chiusi, al mondo esterno.
E’ altresì necessario un perfezionamento della tecnologia in materia di chiamata d’emergenza, la posizione geografica del chiamante deve infatti essere inviata automaticamente al Vigili del Fuoco, alla Polizia o al Pronto Soccorso in caso di necessità. Purtroppo attualmente viene trasmesso solo il nome della società o la rete e l’indirizzo IP, non la posizione esatta della persona bisognosa di assistenza.

PROSPETTIVE FUTURE
E’ compito dei governi creare il quadro giuridico necessario per garantire la sicurezza del cloud computing. L’Ufficio federale tedesco per la Sicurezza Informatica (BSI) ha pubblicato nel settembre 2010 un documento dal titolo “BSI: requisiti di sicurezza minimi per i fornitori di cloud computing, che rappresenta un primo passo nella giusta direzione. Una volta messe in atto le necessarie norme giuridiche, il cloud computing modificherà il mercato IT in maniera duratura. I classici modelli di servizio IT basati su volumi o licenze “corporate” hanno frenato in qualche modo l’impiego di massa dei software a causa dei costi elevati. Il cloud computing è diverso. Poiché i servizi vengono erogati e fatturati a richiesta, senza alcun costo iniziale per appliance e licenze, anche le piccole imprese possono trarre vantaggio da soluzioni avanzate come un IP Centrex, senza dover investire risorse nel mantenimento di una propria infrastruttura. Sembra chiaro che questo è il momento giusto per esplorare le potenzialità della telefonia via cloud, anche nella piccola e media impresa. Se non ora, quando?

Cheapnet: il perchè del VoIP

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“Le motivazioni che ci hanno indotto a procedere direttamente sulla tecnologia VoIP rispetto alle soluzioni tradizionali sono essenzialmente due:

  • La prima è legata alla filosofia aziendale in quanto Cheapnet è un Internet Service Provider che come cultura preferisce sempre, se possibile, utilizzare “tecnologie IP” per la realizzazione dei propri prodotti.
  • La seconda è di natura strategica ovvero legata al fatto che la voce su IP (VoIP) rappresenta il futuro rispetto alla tecnologia telefonica tradizionale che è inevitabilmente destinata a tramontare sia per i maggiori costi sia per la minore flessibilità e capacità di integrazione con i sistemi informativi.”

Bondielli aggiunge “la nostra mission ci porta sempre e spontaneamente a guardare al futuro e alle soluzioni maggiormente innovative. Grazie al VoIP è possibile creare valore per il cliente non solo “trasportando la voce” come avviene tramite la telefonia tradizionale ma anche creando e aggiungendo servizi.”

In riferimento al grado di accettazione della tecnologia VoIP sul mercato italiano ed in particolare tra la clientela Cheapnet, Bondielli traccia un profilo del tipico cliente VoIP: “Nel mercato nazionale (escludendo ovviamente i tipici utenti sperimentatori appassionati di tecnologia) la prima risposta è arrivata dai grandi clienti business che, potendo avvalersi di consulenze specialistiche, sono stati in grado di comprendere velocemente i notevoli vantaggi legati sia ai costi che alla flessibilità del prodotto. Parallelamente, la nuova tecnologia è stata adottata dai call center che, sempre molto attenti alle innovazioni legate al loro principale strumento di lavoro, hanno subito intuito i sensibili vantaggi in termini di costo e malleabilità della soluzione ad esempio poter delocalizzare le attività con estrema semplicità, incrementare o decrementare le risorse con costi e tempi contenuti (riducendo praticamente a zero gli investimenti) e gestire sistemi automatizzati. Per quel che riguarda la gran parte del mercato (in termini numerici) rappresentato da famiglie, soho e PMI la vera e propria accelerazione del numero di utenti si comincia a vedere solo ora. In merito alla nostra clientela la risposta all’introduzione delle soluzioni VoIP (CheapVoIP) è stata molto positiva.”

Secondo Bondielli questo è dovuto sicuramente alla natura degli utenti Cheapnet che, anche nella parte costituita da privati, SOHO e PMI, sono abituati a lavorare e a trovare soluzioni tramite il web e sono quindi stati subito in grado di comprendere ed apprezzare la nuova tecnologia.

Ringraziamo Marco Bondielli e speriamo di poter ospitare al più presto suoi nuovi interventi sulla tecnologia VoIP.

VoIP a prova di intercettazioni con il telefono Cryptophone IP 19

Cryptophone IP 19E’ disponibile da gennaio il telefono anti intercettazioni di snom technology AG, produttore leader di soluzioni VoIP complete per aziende e professionisti, e GSMK CryptoPhone, noto produttore di sistemi di crittografia del traffico voce e dati su piattaforme mobili.

Il telefono VoIP CryptoPhone IP 19, frutto del connubio tra il noto telefono da tavolo snom 870 ed il firmware per la cifratura di voce e messaggi di GSMK, è in grado di soddisfare le esigenze di segretezza più elevate, tipiche degli ambienti militari. Con il CryptoPhone IP 19, gli enti statali, la pubblica amministrazione, i laboratori di ricerca e le aziende che auspicano la massima sicurezza per le proprie conversazioni, possono avvalersi di una tecnologia di cifratura anti intercettazioni allo stato dell’arte. Il CryptoPhone IP 19 è integrabile in qualsiasi impianto telefonico basato sullo standard aperto SIP.

Gli algoritmi cifranti integrati nel CryptoPhone IP 19 (AES 256 e Twofish), sono tra i più sicuri e complessi. Il telefono è inoltre l’unico terminale sul mercato il cui codice completo è disponibile per controlli di sicurezza indipendenti. Gli utenti non beneficiano esclusivamente di un elevatissimo livello di protezione delle conversazioni, ma anche del comfort e dell’intuitività dell’elegante snom 870 con il suo display a colori sensibile al tatto. Gli utenti possono quindi avvalersi delle più moderne soluzioni di Unified Communications senza preoccupazioni per la sicurezza delle proprie informazioni sensibili.

Il telefono VoIP CryptoPhone IP 19 è disponibile da gennaio 2011 attraverso la rete di partner certificati snom e GSMK al prezzo di listino raccomandato di € 2900.

Il “double play” di Cheapnet: intervista a Marco Bondielli

bondielli_fotoLa serie di interviste esclusive di voipweb.it continua con un intervento di Marco Bondielli, Presidente di Cheapnet, l’Internet Service Provider che offre un ampio portafoglio di servizi di accesso alla Rete e di telefonia VoIP.

A Bondielli abbiamo chiesto di illustrarci come si colloca questa offerta rispetto al “no canone telecom”, campo di battaglia degli altri carrier telefonici / internet provider, ora che è stato liberalizzato l’ultimo miglio: “In primo luogo è importante sottolineare che, per quanto si dica, l’ultimo miglio non è stato effettivamente liberalizzato in quanto la gestione di questa fondamentale risorsa per la realizzazione della rete di accesso in Italia è ancora sotto il controllo di Telecom Italia. Questo fatto limita la possibilità di avere un sistema concorrenziale a tutto tondo con un evidente svantaggio sia per i consumatori che per il “sistema paese” in generale”.

Bondielli analizza quindi la quota di mercato di Telecom dati alla mano: “Telecom Italia ad oggi controlla oltre il 75% del mercato adsl considerando i soli clienti Retail – 6,8 milioni – e wholesale – 1,3 milioni – (fonte: bilancio Telecom Italia 2008) su di un totale di circa 10,7 milioni di utenti (fonte Osservatorio Banda Larga). Se si includono anche i clienti business la quota di mercato di Telecom Italia si avvicina ulteriormente al 100% includendo sia i clienti diretti / retail che indiretti / wholesale.”

Tornando al “no canone Telecom” Bondielli spiega: “La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che uno dei servizi che principalmente permette una forma di concorrenza sul mercato della banda larga, la cosiddetta “adsl naked” o “adsl senza canone Telecom” è stato fortemente ridimensionato a seguito della delibera AGCOM 34/06/cons art. 12.2. Tale delibera prevede che il prezzo della risorsa naked che i provider devono corrispondere a Telecom Italia non dipenda dall’effettivo costo di quella risorsa ma dal prezzo del canone telefonico che Telecom Italia pratica ai propri clienti residenziali (unico caso di retail minus(1) in un contesto regolamentare totalmente basato sul cost plus(2)). In sintesi se Telecom Italia aumenta il canone telefonico (come è avvenuto a febbraio di quest’anno) aumenta automaticamente anche il costo del naked. In questo contesto effettuare una marcata concorrenza con sensibile riduzione dei costi per i consumatori è oggettivamente complesso.”

Bondielli ci illustra quindi come si colloca l’offerta Cheapnet in una situazione di mercato così condizionata se non addirittura distorta: “Cheapnet porta avanti da otto anni una politica vincente basata su tre elementi cardine:

  • Gratuità di tutti i servizi di base in modo che gli Utenti possano testare e usufruire dei principali servizi Internet senza impegno e senza oneri.
  • Qualità dei prodotti ed efficienza dei servizi di assistenza a tutti i livelli.
  • Adozioni di soluzioni innovative sia in termini di prodotto che di organizzazione tali da poter mantenere un livello di prezzo comunque concorrenziale rispetto ai grandi operatori nazionali.

Questi elementi vengono quotidianamente apprezzati dagli utenti Cheapnet e la miglior dimostrazione sono i 256.000 utenti, in continua crescita, iscritti al nostro portale.
L’adozione e il consolidamento, negli ultimi 2 anni, della soluzione “double play” (ADSL + VoIP) in modalità “nessuna linea telefonica” ha ulteriormente rafforzato la posizione di Cheapnet presso i propri utenti che tendono sempre di più ad usare Cheapnet come unico fornitore per i servizi dati e voce.”

Abbiamo letto che Cheapnet, oltre ad essere presente direttamente sul mercato, dispone di una rete commerciale di 5000 rivenditori. Abbiamo quindi chiesto a Bondielli come si coniugano le due cose e soprattutto chi è il tipico rivenditore dei servizi Cheapnet: “Anche nei rapporti con i rivenditori la nostra azienda è fortemente orientata al web e ad ha un’impostazione estremamente flessibile e snella. Questo ci ha consentito di creare una fitta rete commerciale composta prevalentemente da soggetti legati al web: abbiamo moltissimi webmaster, blogger, web agencies che promuovono i nostri prodotti e contribuiscono alla diffusione del marchio. A questo canale si affianca un numero più ristretto di soggetti quali rivenditori di prodotti informatici, system integrator, consulenti in ambito ITC che operano con un più stretto legame con il territorio di appartenenza e con il cliente finale e grazie alle nostre soluzioni riescono a completare le offerte per i loro clienti sicuri di avere un servizio di qualità erogato da un’azienda affidabile.”

Ringraziamo Marco Bondielli, Presidente di Cheapnet per questa interessante panoramica sul mercato dell’ADSL in Italia.

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1) le ADSL disponibili all’ingrosso devono ricalcare quelle del listino retail di Telecom Italia ‘Alice ADSL’, per caratteristiche; devono però costare agli operatori meno (minus) rispetto alle analoghe offerte Alice al pubblico

2) i prezzi all’ingrosso, applicati agli operatori, saranno pari ai costi affrontati da Telecom per fornire loro il servizio; più una quota che tuteli i profitti e gli investimenti fatti da Telecom nelle infrastrutture messe a disposizione dagli operatori